Patologie autoimmuni

Patologie autoimmuni

Le malattie autoimmuni come la sclerosi multipla (SM), l’artrite reumatoide (RA), la malattia infiammatoria intestinale (IBD), il diabete di tipo 1 (TD1) e la psoriasi (Ps) sono un insieme eterogeneo di malattie accumunate da una predisposizione genetica, con un’eziologia multifattoriale e un decorso clinico cronico, che spesso richiede una gestione della malattia per tutta la vita.
Negli ultimi decenni si assiste ad un incremento delle malattie autoimmuni, in particolare nelle società occidentali, anche se la predisposizione genetica nelle popolazioni interessate è rimasta probabilmente costante. Si presuppone quindi un coinvolgimento dei fattori ambientali.
Lo stress psicosociale generato da elevate esigenze di produttività e l’errato stile vita come il fumo, il consumo di alcol, la mancanza dell’attività fisica in combinazione con l’assunzione di calorie in eccesso e il frequente consumo di alimenti ‘fast food’, oltre a determinare un’elevata prevalenza di obesità sono ritenuti fattori di rischio aggiuntivi per lo sviluppo delle malattie autoimmuni. REF 1

L’obesità è spesso accompagnata da una condizione nota come sindrome metabolica, caratterizzata dalla resistenza insulinica, dall’iper-trigliceridemia, dal basso livello di lipoproteine ad alta densità (HDL), dall’ipertensione e dall’infiammazione sistemica, tutte condizioni che predispongono lo sviluppo di patologie croniche, tra cui le malattie infiammatorie autoimmuni.
Nel soggetto obeso si ha un eccessivo accumulo di tessuto adiposo bianco associato all’infiammazione sistemica; infatti tale tessuto, non provvede esclusivamente allo stoccaggio di energia, ma è definito “organo endocrino” in quanto produce una serie di mediatori pro-infiammatori, come TNF-α, IL-6, la leptina, resistina e la proteina C-reattiva, responsabili d’influenzare le malattie autoimmuni.

L’intestino è l’interfaccia principale per l’assorbimento di sostanze nutritive, di vitamine, di acqua, costituisce quindi un ambiente cruciale per indagare come il regime alimentare può influenzare le malattie autoimmuni. E’ ipotizzabile che il valore nutrizionale degli alimenti è influenzato dalla composizione e dal funzionamento del microbioma intestinale, ma anche la tipologia e la composizione degli alimenti introdotti con la dieta influenzano lo stato funzionale della comunità microbica.
L’alimentazione è stata riconosciuta come uno dei potenziali fattori eziologici per le patologie infiammatorie autoimmuni.

L’incidenza di malattie auto-immuni, in particolare della sclerosi multipla e dell’artrite reumatoide, è positivamente associata ad una dieta occidentale, in particolare all’elevato consumo di latte, di grassi animali, di carne rossa e di sale. REF 1
Il contenuto di sodio negli alimenti trasformati frequentemente introdotti nelle diete moderne, può essere più di 100 volte superiore rispetto ai pasti preparati in casa.
Al contrario una dieta vegana priva di glutine ma ricca di acidi grassi polinsaturi (olio di pesce), di fibre vegetali (frutta e verdura) può ridurre i segni e i sintomi tipici delle malattie auto-immuni, dimostrando effetti benefici. Inoltre, in uno studio condotto per un anno è stato rilevato che una dieta di questo tipo porta ad una diminuzione dei livelli sierici di anticorpi IgG anti-gliadina sia degli anti-β-lattoglobulina. REF 1; 2

Il microbioma intestinale sembra essere fondamentale per mantenere l’equilibrio metabolico di auto-tolleranza, e costituisce un obiettivo importante per l’intervento dietetico, in modo cruciale anche nel trattamento dei processi immuno-modulatori ed anti-infiammatori tipici delle malattie auto-immuni. REF 1

ALIMENTI DA LIMITARE:
-Carne
-Pane e pasta
-Formaggi stagionati
-Sale

ALIMENTI DA PRIVILEGIARE:
-Pesce ricco in acidi grassi polinsaturi n3 (pesce di mare), olio di oliva, frutta secca
-Frutta e verdura
-Legumi

BIBLIOGRAFIA
REF 1-Manzel A et al., “Role of “Western diet” in inflammatory autoimmune diseases”, Curr Allergy Asthma Rep., 2014 Jan; 14(1):404;
REF 2-Hafström I et al., “A vegan diet free of gluten improves the signs and symptoms of rheumatoid arthritis: the effects on arthritis correlate with a reduction in antibodies to food antigens”, Rheumatology (Oxford)., 2001 Oct;40(10):1175-9.

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