NOVEL FOOD e ORGANISMI GENETICAMENTE MODIFICATI

novel food e organismi geneticamente modificati

novel food, cioè i nuovi alimenti o i nuovi ingredienti alimentari, disciplinati dalla legislazione alimentare comunitaria con il Regolamento (CE) 258/97, sono tutti quei prodotti e sostanze alimentari per i quali non è dimostrabile un consumo “significativo” al 15 maggio 1997 all’interno dell’Unione Europea (UE), data di entrata in vigore del regolamento medesimo. Nell’ottica del legislatore il consumo pregresso e significativo di un alimento che non ha fatto emergere effetti sfavorevoli rappresenta una prova di sicurezza. Quindi in assenza di tale requisito è necessario accertare la sicurezza attraverso l’applicazione del regolamento, anche se gli alimenti e/o ingredienti alimentari sono già in commercio al di fuori dell’UE. Secondo il regolamento, la denominazione di novel food è attribuita a quei prodotti o ingredienti alimentari che rientrano in una delle seguenti categorie:

1. Alimenti e ingredienti di alimenti contenenti o costituiti da organismi geneticamente modificati

2. Alimenti e ingredienti di alimenti prodotti da, ma non contenenti, organismi geneticamente modificati

3. Alimenti e ingredienti di alimenti con struttura molecolare primaria nuova o intenzionalmente modificata.

Gli OGM sono invece  dei prodotti industriali. Sono sostanzialmente 4 le piante geneticamente migliorate che vengono oggi coltivate al mondo e tutte sono prodotte a milioni di tonnallate e vengono normalmente descritte come “commodity”, appunto per chiarire che si tratta di produzioni industriali. Si tratta di soia (il 57% della soia mondiale è da OGM), mais (25%), cotone (13%) e colza (5%). Sono coltivate nei 5 continenti, in particolare nei grandi Paesi agricoli mondiali come USA, Brasile, Argentina, Canada, India, Cina e Sudafrica. Le prime coltivazioni di piante transgeniche risalgono al 1994 e l’aumento di superfici coltivate è mediamente oltre il 10% all’anno. Questo è uno dei grandi problemi della tecnologia degli OGM. Mai nella storia dell’agricoltura mondiale una tecnologia si è sviluppata tanto rapidamente, su superfici così vaste, in così tanti continenti. L’arrivo di una tecnologia innovativa cambia gli equilibri dei mercati e mette fuori gioco aziende sementiere, industrie chimiche ed imprese per la produzione di macchine agricole che non sono funzionali alla nuova tecnologia. Insomma il problema è anche che gli OGM hanno avuto troppo successo ed hanno dato fastidio a troppi attori che controllavano nicchie di mercato.

Alterando il  DNA è infatti possibile migliorare alcune caratteristiche degli organismi viventi, come la resistenza di una pianta ai pesticidi o a determinati parassiti. Il mais transgenico è resistente alle larve della piralide (parassita delle coltivazioni di mais), le patate hanno tolleranza alla dorifora e ai virus, la soia è resistente all’erbicida Round-Up, i pomodori a maturazione dilazionata sono dotati di proprietà insetticide, la colza ha miglior contenuto in acidi grassi (ridotto contenuto di acido erucico), i fagioli con proprietà insetticide, i pomodori a maturazione ritardata, il riso in grado di sintetizzare precursori della vitamina A.

I potenziali benefici degli OGM non finiscono qui in quanto si possono, ad esempio, produrre piantagioni che richiedono un minor apporto di sostanze chimiche e fitofarmaci oppure una ridotta quantità d’acqua. Piante OGM possono anche produrre alimenti con qualcosa in più come vitamine e minerali oppure con qualcosa in meno come tossine e sostanze allergeniche. Tutti questi miglioramenti produttivi sono appannaggio sia degli agricoltori che dei consumatori, ai quali viene offerto un prodotto più sano e nutriente e cioè con meno residui di sostanze chimiche e/o arricchito in nutrienti preziosi, più buono e meno costoso.

ADD A COMMENT

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Scopri in anteprima le promozioni

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER