Mangiare Consapevole

Mangiare Consapevole

Vi è mai capitato di aprire il frigorifero o la dispensa alla ricerca di biscotti, dolci, pizzette e/o di finirne un’intera confezione o pacchetto? Se la risposta è sì, purtroppo spesso capita senza rendersene conto, solo perché era una brutta giornata o perché ci sente tristi, stressati, insoddisfatti. Lunghi periodi di inattività, costretti a restare in casa come in questo periodo, possono generare noia, avere effetti sull’autostima, sull’auto-efficacia e risultare controproducente per la salute fisica e una grande sconfitta sarà salire successivamente sulla bilancia.

Facciamo subito una distinzione tra la fame “EMOTIVA” O “FISIOLOGICA”

La fame emotiva non è legata alla necessità di nutrirsi ma è stimolata da situazioni specifiche o da particolari stati d’animo come ricerca di conforto, noia, paura, nervosismo, stress, solitudine, rabbia: di solito compare velocemente ed è percepita come urgente!

Scatena normalmente a differenza di quella fisiologica, voglia di alimenti specifici e più appetibili, ma meno genuini. 

Le forti reazioni emotive sfasano lo stimolo di fame e di sazietà in maniera soggettiva infatti in alcuni si innesca la sensazione di chiusura dello stomaco e la tendenza a saltare i pasti, in altri inizia un circolo vizioso che porta a confondere le diverse tipologie di fame: emozionale o fisiologica.

Anche mangiare in maniera distratta fa adattare il nostro corpo a ricevere continuamente energia senza che ce ne accorgiamo e anche se non strettamente necessaria, portandoci ad accumularla poi sotto forma di grasso.

La fame fisiologica è uno stimolo biologico e concreto che indica il bisogno di energia: quando i livelli di quest’ultima nel corpo diminuiscono, il nostro organismo attiva una complessa rete di segnali ormonali che accendono il senso di fame, la cui regolazione si trova a livello ipotalamico. 

Nel momento in cui introduciamo del cibo, i nutrienti ingeriti stimolano una varietà di recettori all’interno della cavità orale e del tratto gastrointestinale. Ciò si traduce in segnali neurali e ormonali per il cervello che segnalano man mano il raggiungimento della sazietà: da tutto questo processo dipende quanto cibo effettivamente mangeremo.

Sembra semplice, ma purtroppo non lo è, perché esistono molti fattori che agiscono subdolamente nel modulare il senso di fame.

L’essere umano infatti non mangia solo per necessità, lo fa anche per piacere e per soddisfare l’aspetto della convivialità!

Equilibrare la dieta ci permetterà di bilanciare l’energia introdotta attraverso il cibo senza necessariamente fare rinunce.

Il consiglio è curare al meglio tutti gli aspetti legati al momento del pasto: sedersi a tavola, apparecchiare, accostare colori diversi nel piatto, anche se sembra banale determinano una risposta nel nostro cervello a livello visivo che innescherà il processo metabolico e favorirà o meno il senso finale di sazietà e di soddisfazione del pasto.

In questo particolare momento di pandemia, è importante tenersi impegnati in qualsiasi attività, da poter svolgere in casa come chiamare un amico o qualcosa di più profondo e impegnativo: la cura di sé, la conoscenza di sé, dedicarsi del “buon” tempo…!

Osho, filosofo e maestro spirituale definisce la consapevolezza come qualcosa che già possediamo, ma soltanto in misura esigua. È simile a un iceberg: un decimo affiora dalla superficie dell’acqua, il resto è sommerso. Solo una minima parte di te è consapevole.

La Meditazione è la scienza che permette di focalizzare l’attenzione sul sé ponendosi in una posizione di ascolto delle proprie sensazioni, emozioni, pensieri fino alle proprie percezioni. L’unico modo per riuscirci è essere ogni giorno, ventiquattro ore su ventiquattro, quanto più consapevoli possibile.

La consapevolezza nella sua pienezza darà l’idea di chi sei e ti darà anche l’idea di qual è il tuo destino: dove devi andare, quali sono le tue capacità.

Mindfulness è la pratica del prestare attenzione al momento presente, senza giudizi o distrazioni, ruota tutta intorno alla consapevolezza. 

Nel momento in cui si attiva il “nutrimento emotivo”, fermatevi in quanto il cibo non può rimediare alla vostra tristezza, paura o solitudine. Potreste ottenere solo un po’ di sollievo quando state mangiando con una temporanea sensazione di benessere … ma successivamente vi troverete di nuovo consapevoli delle vostre tristi sensazioni e qualche senso di colpa in più!

Accorgimenti mirati come distrarsi e fare qualcosa di diverso, il che ovviamente in questo periodo non è facile, ma dedicarsi alla lettura di un libro, all’ascolto di musica, al gioco con i nostri figli sarà una valida strategia vincente!

Per capire: quando è ora di mangiare e quando è ora di smettere nella giusta sazietà, ci viene in soccorso la “Scala della sazietà”!

La domanda che dobbiamo porci è: da 0 (fame nera) a 10 (estrema sazietà), a che punto sono? 

L’ideale è stare nelle zone centrali della scala, iniziando a mangiare nella zona 4 e smettere nella zona 7 e se non siamo sicuri di essere sazi? Se è fame, possiamo sempre mangiare qualcosa più tardi.

Teniamo presente che da quando iniziamo a mangiare, il segnale di sazietà arriva al cervello dopo circa 20 minuti, quindi… Mangiare lentamente…

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