L’indice glicemico

L'indice glicemico

L’ indice glicemico (IG oppure GI Glycemic Index) di un alimento indica la velocità con la quale aumenta la glicemia (quantità di glucosio nel sangue) in seguito all’assunzione L’aggettivo “glicemico” si riferisce alla parola “glicemia” che indica la presenza di glucosio nel sangue.

Esistono tre tipi di carboidrati :

1- monosaccaridi, il glucosio ed il fruttosio, contengono una sola molecola di zucchero
2- disaccaridi (zuccheri semplici), il saccarosio, il lattosio ed il maltosio, sono costituiti da due molecole di zucchero legate assieme.
3- polisaccaridi (carboidrati complessi), l’ amido, il glicogeno e la cellulosa, sono formati dal legame di diversi monosaccaridi, creando lunghe molecole.

I carboidrati che il nostro intestino riceve dal cibo vengono trasformati e scissi tutti in monosaccaridi per passare attraverso la parete intestinale, e circolare nel flusso ematico. In seguito sono trasportati verso il fegato, che li trasforma in glucosio. Il fegato lo può far tornare nel flusso ematico a scopo energetico, ma se nell’organismo vi è una quantità di glucosio superiore a quella di cui si ha bisogno, lo può trasformare in glicogeno per essere immagazzinato. Il rimanente glucosio nel sangue è convertito in grasso.
Per mantenere il glucosio del sangue entro valori tollerabili interviene il pancreas, secernendo gli ormoni insulina e glucagone. Quindi, un’assunzione eccessiva di carboidrati produce un aumento della glicemia e innesca il rilascio dell’insulina che riequilibra la situazione. Il picco insulinico è tanto maggiore quanto più alto è l’indice glicemico dei carboidrati assunti.

Maggiore è la quantità di glucosio che assumiamo maggiore sarà la quantità di insulina prodotta dal pancreas e, purtroppo, maggiore sarà il calo glicemico successivo. Il calo glicemico è pericoloso per il cervello poiché potrebbe anche causare la morte dei neuroni in caso di penuria severa. Quando accade ciò il nostro cervello riduce l’attività neuronale (spesso dopo aver mangiato i carboidrati, percepiamo la necessità di riposare). Il nostro corpo però ha un altro ormone salva vita: il cortisolo che rialza il livello di glucosio, stimolando la gluconeogenesi epatica.

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