L’alvo diarroico

L'alvo diarroico

L’intestino crasso umano è uno degli organi più diversamente colonizzati (1011-1012 CFU) e metabolicamente attivi del corpo umano; al suo interno infatti è possibile distinguere più di 1000 diverse specie di batteri. L’ambiente del colon è appropriato per la crescita batterica grazie al lento tempo di transito degli alimenti, per la presenza di nutrienti prontamente disponibili e per il pH favorevole.

La composizione e l’attività del microbiota intestinale associate agli alimenti introdotti, influenzano lo stato di salute e quello di diverse patologie.
I meccanismi con cui il microbiota intestinale induce questi effetti non sono stati del tutto chiariti; ma è chiaro che la presenza batteri simbionti favorevoli impedisce la colonizzazione da parte di microrganismi patogeni, attraverso una competizione per nicchie ecologiche e substrati metabolici. E’ altrettanto chiaro il ruolo positivo del microbiota che è in grado di sintetizzare molecole che favoriscono la crescita delle cellule intestinali, come gli acidi grassi a corta catena che si formano fermentando i carboidrati. Il microbiota è anche in grado di modulare il sistema immunitario, in particolare il tessuto linfoide associato all’intestino (GALT).
Il GALT rappresenta la più grande massa di tessuto linfoide nel corpo, rappresenta il 25% della mucosa intestinale, circa il 60% delle Immunoglobuline prodotte (Ig) giornalmente sono secrete nel tratto gastrointestinale. Le risposte immunitarie generate a questo livello influenzano la risposta immunitaria anche in altre mucose. REF 1

La diarrea del viaggiatore, si contrae con il consumo di cibo e di acqua contaminati da microbi oppure anche per il contatto diretto con persone infette. REF 2
L’incontinenza fecale è caratterizzata dal passaggio involontario di materia fecale (solido, liquido o muco) o dall’incapacità di controllare lo stimolo della defecazione. Tale disturbo ricopre un ruolo importante per l’impatto sociale, innescando una condizione d’isolamento e una scarsa qualità di vita con il rischio di incorrere a stati di depressione e ansia. REF 3
La fibra alimentare è considerata essenziale per la salute dell’apparato digerente e rappresenta la principale fonte energetica per la crescita del microbiota intestinale; la fibra alimentare sfugge alla digestione o all’assorbimento nel tratto gastrointestinale superiore, e viene fermentata dal microbiota residente nell’intestino crasso. All’interno della fibra possiamo distinguere: l’amido resistente, i polisaccaridi non amido resistente (cellulose, emicellulose, pectine, gomme, ß-glucani), gli oligosaccaridi non digeribili, i polialcoli e l’inulina.
Anche se la fibra alimentare ricopre ruoli benefici, in alcune condizioni di alterata normalità della funzione intestinale come nell’alvo diarroico, può determinare la comparsa o il peggioramento di specifici sintomi come: gonfiore, flatulenza e feci molli. REF 1

In tale condizione patologica è consigliabile ridurre l’apporto di fibra, di legumi e di alcuni frutti come l’uva e la prugna, in quanto determinano un aumento e peggioramento dei sintomi.
E’ necessario limitare l’apporto di prebiotici naturali ad esempio l’inulina, reperibile dai porri, dagli asparagi, dalla cicoria, dal topinambur, dall’aglio, dalle cipolle, dal frumento, dall’avena e dalla soia o di alimenti fortificati come yogurt, cereali, pane, biscotti, gelati, creme spalmabili, bevande e integratori contenenti inulina, oligofruttosio (FOS), galacto-oligosaccaridi (GOS) e altri potenziali prebiotici. REF 1
Da notare che anche intolleranze alimentari accertate, come quelle al lattosio per esempio, possono portare a modificazioni dell’alvo in senso diarroico in caso di assunzioni consistenti di questo zucchero (il lattosio appunto). In caso di alvo diarroico occorre escludere che possa essere causato da intolleranze accertate verso taluni alimenti, zuccheri in particolare.

ALIMENTI DA EVITARE
-Cereali integrali (pane, pasta e derivati contenenti > 10% di fibra)
-Legumi
-Prugne e Uva

BIBLIOGRAFIA
REF 1- Brownawell AM et al., “Prebiotics and the health benefits of fiber: current regulatory status, future research, and goals”, J Nutr., 2012 May;142(5):962-74;
REF 2- Wilson ME, “Diarrhea in nontravelers: risk and etiology”, Clin Infect Dis., 2005 Dec 1;41 Suppl 8:S541-6;
REF 3- Ditah I et al., “Prevalence, trends, and risk factors for fecal incontinence in United States adults, 2005-2010”, Clin Gastroenterol Hepatol., 2014 Apr;12(4):636-43.e1-2.

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