L’aglio

l'aglio

Sono stati condotti diversi studi clinici i quali hanno confermato  il potenziale antiipercolesterolemico e le proprietà antiipertrigliceridemiche dell’ aglio in polvere.
 
Anche se in vitro e in modelli animali si è dimostrato che l’estratto di aglio ha un significativo effetto antiaggregante , il suo uso è stato dimostrato essere relativamente sicuro nei pazienti  in trattamento con warfarin.
 
Tuttavia, è consigliata l’interruzione dell’integrazione  almeno 7-10 giorni prima di interventi chirurgici .
 
L’ aglio può anche provocare reflusso gastroesofageo nei pazienti con una tendenza al reflusso e può causare lievi effetti gastrointestinali indesiderati.
 
Un moderato consumo di aglio provoca  effetti collaterali oltre al cattivo odore.

L’alito cattivo è  causato da una molecola chiamata  allyl -methyl – sulphite .
 
Deve anche essere evitato durante l’allattamento in quanto può anche alterare l’odore del  latte , influenzando così l’atto della suzione infantile .
 
Con un consumo di 5 spicchi al giorno sono state riportati : bruciori di stomaco , flatulenza , e altri disturbi gastrointestinali.  Persone con allergia alle piante della famiglia Allium possono manifestare reazioni allergiche , compresa l’ anafilassi.
L’aglio può anche interagire con saquinavir e darunavir , farmaci antiretrovirali utilizzati nella terapia dell’HIV , diminuendo i loro livelli nel sangue.
 
Nel complesso un gran numero di studi clinici supportano un uso sicuro di questo integratore alimentare nel breve termine, anche se la tollerabilità individuale è ampiamente variabile .

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