LA VITAMINA E

la vitamina e

La vitamina E è anche chiamata tocoferolo. Questo nome ricorda l’effetto anti sterile di questa vitamina dimostrato in esperimenti di laboratorio sui ratti. Tokos in greco significa appunto “parto”. I tocoferoli derivano principalmente dal mondo vegetale dove si ritrovano maggiormente diffusi nei germi di semi di cereali, negli ortaggi a foglia larga, nei semi e nei frutti oleosi. Sono presenti in minore quantità anche in alimenti di origine animale quali fegato,uova e latticini. I tocoferoli presenti negli alimenti vengono idrolizzati nell’intestino tenue. Per quanto riguarda il loro assorbimento invece, questi vengono veicolati nel sangue dalle lipo proteine, immagazzinati soprattutto a livello del fegato ed eliminati attraverso le vie urinarie e la bile.

Studi dimostrano che la vitamina E possiede, sia in vivo che in vitro, forte attività antiossidante. Protegge dall’ossidazione le strutture lipidiche e le membrane cellulari. In vitro viene utilizzata come additivo antiossidante. È stato inoltre dimostrato che questa vitamina favorisce la sintesi dell’eme e delle proteine emiche  quali emoglobina, mioglobina ecc, aumenta la resistenza alle infezioni e svolge un’azione protettiva contro i tumori. Bisogna fare attenzione però a non abusare di vitamina E, in quanto potrebbe portare ad emorragie e mancata coagulazione del sangue. La vitamina E attenua le infiammazioni croniche e la demenza senile. Il fabbisogno giornaliero ammonta a circa 8 mg/die.

La vitamina E può essere assunta da un minimo di 15 a un massimo di 1000 milligrammi al giorno, in soggetti adulti sani. Le fonti alimentari più importanti di vitamina E sono: gli oli vegetali, come l’olio di germe di grano, l’olio di mandorle, l’olio di girasole, l’olio d’oliva, l’olio di cartamo, l’olio di soja, l’olio di cotone e di mais; le mandorle, le nocciole, i semi di girasole, le arachidi, i cereali integrali, le uova ne sono ugualmente ricchi, così come spinaci, asparagi, ceci, crescione, marroni, broccoli, pomodori. La cottura, i processi di congelazione e la raffinazione riducono il contenuto di vitamina E nei cibi, così come l’esposizione alla luce e all’aria.

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