La dipendenza dal cibo

la dipendenza dal cibo

Le persone con problemi di sovrappeso o francamente obese sono consapevoli che la loro condizione sia compromettente per la salute. Solitamente subiscono molte pressioni da parte dei familiari o dei sanitari affinchè risolvano il loro problema. Magari hanno già provato varie diete con risultati fallimentari. Perché il desiderio del cibo è così forte da avere la supremazia sulla forza di volontà?

La risposta è che il cibo può dare dipendenza, proprio come lo possono fare sostanze naturali o sintetiche, il fumo, l’alcool, il gioco d’azzardo o internet. La dipendenza da cibo è strettamente correlata ai circuiti della ricompensa e della motivazione, il cui messaggero è la DOPAMINA, proprio come le droghe. Si tratta di un circuito fisiologico, fondamentale ai fini della sopravvivenza della specie e dell’evoluzione, che soddisfa la necessità di rinforzare comportamenti essenziali come riproduzione e nutrizione. Il problema nasce perché alcune sostanze (droghe) o comportamenti anomali (gioco d’azzardo) sono in grado di stimolare la produzione di una quantità esagerata di DOPAMINA.

L’organismo si protegge riducendo il numero di recettori per la DOPAMINA, limitando, in questo modo, gli effetti dello stimolo. La conseguenza è la necessità di aumentare progressivamente la dose (assuefazione). Le ricerche hanno dimostrato che sia le droghe che l’alimentazione compulsiva, connessa ad alcuni cibi (zuccheri, grassi e sale), spesso aggiunti in abbondanza dall’industria alimentare, desensibilizzano i circuiti cerebrali della gratificazione. Il desiderio di cibo diventa irrefrenabile perché la mancata assunzione comporta la comparsa di fastidiosi sintomi (sindrome di astinenza). È anche logico che un meccanismo sperimentato e vincente nel corso dell’evoluzione sia più forte della volontà.

Come tutte le dipendenze, tuttavia, può essere superata mediante la DISINTOSSICAZIONE. Il prezzo da pagare, come per tutti i processi di disintossicazione, è un certo grado di temporaneo stress fisico ed emotivo (3-5 giorni). Il PARADOSSO è che, in realtà, il processo di disintossicazione viene sempre avviato dal corpo, ma il soggetto lo blocca per timore della sofferenza e, così facendo, rinforza la dipendenza. Dopo il pasto inizia il processo di digestione ed assorbimento dei nutrienti. Soltanto dopo inizia, spontaneamente, il processo di disintossicazione. Proprio in coincidenza dell’inizio del processo di disintossicazione compaiono i sintomi dell’astinenza. Il soggetto li interpreta come segni della fame e, per porvi fine, ingerisce qualcosa che, bloccando la disintossicazione, spegne anche i sintomi.

Perciò, il soggetto finisce col mangiare non per una fame vera ma per controllare i sintomi da astinenza da cibo (Fame tossica). La fame vera compare quando il corpo ha consumato ciò che ha mangiato col pasto precedente. La fame tossica compare quando l’organismo comincia a disintossicarsi. I sintomi sono, ovviamente, diversi.

 

http://www.abls.info/

ADD A COMMENT

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Scopri in anteprima le promozioni

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER