La celiachia (1)

la celiachia

La celiachia, è un’enteropatia immuno-mediata, innescata dall’ingestione di glutine in individui geneticamente suscettibili. REF 1
E’ il risultato di un’interazione complessa e dinamica tra fattori genetici, ambientali (glutine) e l’immunità innata con la conseguente alterazione della morfologia, della permeabilità e della funzionalità intestinale.

Durante la digestione i componenti degli alimenti vengono sminuzzati (scissi) in frammenti sempre più piccoli per poter essere assorbiti e utilizzati al fine di svolgere il normale funzionamento;
Nella cariosside o chicco di alcuni cereali sono localizzate proteine (gliadine e glutenine), le quali al momento della lavorazione dell’impasto (unendo farina ed acqua) formano un complesso alimentare definito glutine. Tale composto non ha un elevato valore biologico dal punto di vista nutrizionale ma presenta proprietà funzionali e tecnologiche (visco-elasticità) importanti, per la lavorazione dell’impasto e la panificazione. REF 2
Inoltre il glutine, per le sue peculiarità, viene adoperato anche come additivo alimentare (insaccati, salse e piatti precotti).
Nel soggetto celiaco, il glutine che viene solo parzialmente scisso dagli enzimi digestivi, si comporta da trigger ambientale. Questi frammenti indigeriti sono infatti responsabili dell’induzione di reazioni infiammatorie croniche che attivano l’auto-immunità e causano lesioni a livello della mucosa intestinale. REF 1

Di conseguenza si ha l’alterazione della peculiare funzione di assorbimento dei nutrienti (proteine, grassi, carboidrati, vitamine e minerali), con un impatto negativo sullo stato nutrizionale del soggetto celiaco.
Le condizioni di malassorbimento portano a carenze nutrizionali e/o sintomi gastrointestinali tipici o meno comuni. REF 3
La celiachia può colpire bambini, adulti ma anche soggetti anziani. REF-4
I sintomi sono estremamente variegati e non sono solo a carico dell’intestino (diarrea o stipsi, meteorismo e distensione addominale), ma possono interessare altri distretti corporei, quali l’apparato tegumentario (alopecia, dermatite erpetiforme), l’apparato riproduttivo (ritardo della pubertà, infertilità, poliabortività, amenorrea, precoce menopausa), l’apparato scheletrico (osteopenia, osteoporosi, fratture ricorrenti) es il SNC (calcificazione tipiche dell’epilessia). Anche la steatosi epatica, le afte boccali ripetute, l’anemia sideropenica non altrimenti giustificata, possono essere sintomi tipici della celiachia nell’adulto.
Dopo una diagnosi certa basata su sierologia e biopsia intestinale, ad oggi, l’unico trattamento disponibile ed efficace consiste nell’intraprendere una dieta priva di glutine (GFD) per tutta la vita. REF 5

Il celiaco può continuare a seguire il modello della dieta mediterranea, dichiarata patrimonio dell’UNESCO nel 2010, fondata nel rispetto della territorialità, della biodiversità e della stagionalità, con ruolo fondamentale per la prevenzione delle patologie cronico degenerative.
Semplicemente deve evitare il glutine in tracce che può nascondersi in alimenti apparentemente sicuri.
Gli alimenti ottenuti dai cereali contenenti glutine, devono essere esclusi dall’ alimentazione del celiaco, ma anche tutti gli alimenti contaminati dal glutine in fase di produzione. Esiste per questo una certificazione gluten-free negli alimenti ed esistono prontuari che raccolgono tutti gli alimenti certificati gluten free.

CEREALI NON PERMESSI
-Frumento (grano duro e tenero)
-Orzo
-Khorasan Kamut ®
-Segale
-Farro
-Triticale
-tutti i prodotti derivati da tali cereali (pane, pasta, biscotti, sostituti del pane, snack dolci e salati e dolci)

CEREALI PERMESSI
Tradizionali:
-Riso
-Mais
-Sorgo
Cereali minori:
-Teff
-Miglio
-Teosinte
-Lacrime di Giobbe
Pseudocereali:
-Grano saraceno
-Quinoa
-Amaranto

Il glutine può essere adoperato come additivo alimentare o può essere presente come contaminante negli alimenti che per natura non lo contengono (es: riso) (non dovrebbero contenerlo).
E’ necessario pertanto effettuare degli acquisti consapevoli, scegliendo prodotti idonei, identificabili grazie ai loghi (marchio a spiga barrata, logo autorizzato dal Ministero della salute, D.Lgs. del 27 gennaio 1992) e/o consultando il Prontuario dell’Associazione Italiana Celiachia (AIC).

BIBLIOGRAFIA
REF 1- M. Fernandez-Feo et al., “The cultivable human oral gluten-degrading microbiome and its potential implications in coeliac disease and gluten sensitivity”, Clinical Microbiology and Infection, 2013, 10.1111/1469-0691.12249;
REF 2- Blomfeldt TO et al., “Mechanical properties and network structure of wheat gluten forms”, Biomacromolecules, 2011, 12: 1707–1715;
REF 3- Naiyana Gujral et al., “Celiac disease: Prevalence, diagnosis, pathogenesis and Treatment”, World Journal Gastroenterology, 2012 November 14, 18(42): 6036-6059;
REF 4- Umberto Volta et al., “Non-celiac gluten sensitivity: questions still to be answered despite increasing awareness”, Cellular & Molecular Immunology, 2013, 10, 383–392;
REF 5- Haines ML et al., “Systematic review: The evidence base for long-term management of coeliac disease.’’, Alimentary Pharmacology & Therapeutics, 2008, 28: 1042-1066.

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