La calcolosi renale

La calcolosi renale

Secondo la Health and Nutrition Examination Survey National (NHANES) a partire dal 2012, il 10,6% degli uomini e il 7,1% delle donne negli Stati Uniti presentano calcoli renali; un aumento del 70% rispetto al precedente NHANES del 1994 dove erano stati identificati solo 6,3% degli uomini e il 4,1% delle donne. Inoltre, i tassi di recidiva a 5 anni, dalla formazione di cristalli sono fino al 50%. REF 1

Il rene svolge un ruolo importante nell’omeostasi acido-base, espellendo l’eccesso di acidi ingeriti.
Il NAE è un marcatore della quantità totale di acidi ingeriti con la dieta oltre al PRAL e NEAP i quali provvedono alla stima del carico acido dopo la metabolizzazione degli alimenti.
Valori positivi di PRAL, sono stati registrati in seguito ad un elevato consumo di proteine animali ed inversamente correlato dopo l’assunzione di alimenti di origine vegetale poiché la presenza di bicarbonati, migliora l’equilibrio acido-base, diminuendo il valore del PRAL. REF 2

La moderna dieta occidentale è carente di frutta e di verdura e ricca di prodotti di origine animale e di alimenti contenenti cloruro di sodio e può dare, origine ad uno stato di acidosi metabolica. Tali problematiche poi aumentano progressivamente con l’età a causa del declino fisiologico della funzionalità renale. In risposta all’acidosi metabolica innescata con la dieta, il rene implementa i meccanismi compensatori per ripristinare l’equilibrio acido-base, provvedendo alla rimozione degli anioni non metabolizzabili, la conservazione del citrato e il miglioramento dell’escrezione degli ioni ammonio. Questi processi di adattamento riducono il pH e inducono un ampio cambiamento nella composizione delle urine: ipocitraturia, ipercalciuria e la perdita di azoto e di fosfati.
L’acidosi metabolica promuove una diminuzione del pH urinario, condizione predisponente la formazione di calcoli di acido urico.
Gli alimenti vegetali (legumi, cereali integrali, frutta e verdura) sono ricchi di sali di magnesio, sali di potassio, anioni metabolizzabili (citrato e malato), che consumano ioni di idrogeno, capaci quindi di ristabilire un ambiente alcalino aumentando i livelli di citrato, il volume urinario ed il pH. Inoltre, le proteine vegetali sono di solito più ricche in glutammato, un aminoacido anionico che in seguito alla metabolizzazione consuma ioni idrogeno. REF 3; 4

La presenza di fitati, composti caratteristici dei vegetali, determina la formazione di complessi insolubili con il calcio, a livello del tratto intestinale, inibendo la formazione di cristalli nelle urine. REF 4
Le proteine animali e i cereali contengono aminoacidi (metionina, omocisteina e cisteina) la cui ossidazione genera solfato, un anione non metabolizzabile che costituisce un elemento determinante del carico acido quotidiano. Il contenuto di questi aminoacidi è da 2 a 5 volte più alta nella carne e nelle uova rispetto ai cereali e ai legumi.
Un aumento della produzione di acido endogeno è anche associato ad una ridotto riassorbimento di calcio a livello del tubulo renale, con conseguente ipercalciuria e un bilancio negativo del calcio.
Il rapporto tra ipercalciuria e acidosi metabolica è ulteriormente confermata da studi di popolazione, i quali testimoniano che l’escrezione urinaria di calcio è minore quando l’urina risulta alcalina, viceversa quando l’urina è acida. Tale condizione sarà maggiore nei soggetti che intraprendono una dieta ricca di proteine animali rispetto a chi segue un regime alimentare vegetariano, con particolari effetti negativi nelle donne post-menopausa e nei bambini.
In risposta all’acidosi metabolica si innescano significativi cambiamenti della funzionalità renale, come l’aumento del flusso renale plasmatico (RPF) e la velocità di filtrazione glomerulare (GFR), innescati per rimuovere l’eccesso del carico acido. REF 3

Anche l’apporto di acidi grassi poli-insaturi (n-3), in particolare l’EPA presente nell’olio di pesce e come precursori, nelle noci, nei semi di lino e nell’olio di canola possono contribuire a ridurre l’escrezione urinaria di calcio e di ossalati aumentando i livelli di citrato, con la conseguente attivazione dei processi implicati nel riassorbimento del calcio a livello renale. REF 1
Un’attenzione particolare in merito al consumo di bevande analcoliche zuccherate, contenenti acido fosforico, in quanto possono giocare un ruolo nella formazione di calcoli. Si sconsiglia inoltre di assumere bevande e alimenti ricchi in sciroppo di mais e in fruttosio in quanto determinano iperuricemia e iperuricosuria.
Per la prevenzione dei calcoli renali, si raccomanda una maggiore assunzione di liquidi e una normale assunzione di calcio. REF 4
Le attuali linee guida raccomandano di introdurre liquidi a sufficienza al fine di produrre almeno 2,5 L di urina al giorno. Quasi tutte le bevande sono accettabili, in particolare quelle contenenti acido citrico, possibilmente non zuccherate.
L’acido citrico, naturalmente presente nel succo di limone e di arance previene la formazione di calcoli non solo perché aumenta il volume urinario, ma anche perchè è in grado di legarsi con il calcio urinario, riducendo la sovrasaturazione dell’urina ed anche con i cristalli di ossalato di calcio, impedendo la crescita dei cristalli.
Bassi livelli di citrato, ipocitraturia, si riscontrano comunemente in pazienti con calcoli renali. Si consiglia quindi l’incremento del consumo di cibi ricchi di acido citrico come succo di limone, di melone e d’arancia in grado di aumentare i livelli di citrato nelle urine senza aumentare i livelli di ossalato.

La prevenzione di questa condizione patologica si attua intraprendendo un regime alimentare che privilegi i vegetali e le proteine vegetali, con apporto proteico adeguato associato, ad un basso apporto di sale (prodotti confezionati).
Solo nei soggetti con iper-ossaluria si consiglia di consumare con moderazione alimenti ricchi di ossalati come gli spinaci, patate, cioccolato, noci mentre per tutti gli altri non viene riportata tale raccomandazione in quanto tali fonti alimentari comportano grandi effetti benefici, in particolare per l’apparato cardiovascolare.
Nei soggetti con calcoli di acido urico, si consiglia di ridurre l’apporto di fonti alimentari ricche di purine come alcuni pesci, le frattaglie, i tessuti ghiandolari, sughi ed estratti di carne, privilegiando invece l’apporto di alimenti in grado di alcalinizzare il pH urinario come la frutta e la verdura. REF 1

ALIMENTI DA EVITARE:
-eccesso di proteine animali
-cibi confezionati dolci e salati, ricchi in sale
-bevande analcoliche zuccherate, ricche in fruttosio, sciroppo di mais e acido fosforico

ALIMENTI DA PRIVILEGIARE:
-vegetali
-acqua
-succhi frutta naturali (ricchi di acido citrico)
-acidi grassi omega 3 (pesce di mare, noci, semi oleosi, frutta secca)

BIBLIOGRAFIA
REF 1- Gul Z et al., “Medical and dietary therapy for kidney stone prevention”, Korean J Urol, 2014 Dec; 55(12):775-9;
REF 2- Van den Berg E et al., “Dietary acid load and metabolic acidosis in renal transplant recipients”, Clin J Am Soc Nephrol, 2012 Nov; 7(11):1811-8;
REF 3- Adeva MM et al., “Diet-induced metabolic acidosis”, Clin Nutr., 2011 Aug; 30(4):416-21;
REF 4- Sorensen MD et al., “Dietary intake of fiber, fruit and vegetables decreases the risk of incident kidney stones in women: a Women’s Health Initiative report”, J Urol. 2014 Dec; 192(6):1694-9.

ADD A COMMENT

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Scopri in anteprima le promozioni

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER