Il peperoncino piccante

Il peperoncino piccante

Il peperoncino piccante è una bacca appartenente alla famiglia delle Solanaceae, della stessa famiglia fanno parte anche il peperone, i peperoncini ornamentali ed i peperoncini dolci tutti originari delle Americhe ma attualmente diffusi in tutto il mondo.
Il peperoncino era usato dalle popolazioni sudamericane da tempi antichissimi, venne introdotto in Europa dagli spagnoli a scopo commerciale in seguito al viaggio di Cristoforo Colombo, il suo nome europeo deriva dall’allora più diffuso pepe che ricordava per via della piccantezza, nei paesi di origine è invece noto anche oggi con il termine di chili.
La capsaicina è l’alcaloide responsabile della piccantezza del peperoncino che contiene anche altre quattro sostanze naturali chiamate capsaicinoidi caratterizzate da una piccantezza relativa e da un sapore diverso. La capsaicina costituisce anche l’ingrediente principale nello spray al peperoncino usato come “arma non letale”.

La capsaicina ed i capsaicinoidi una volta ingeriti interagiscono con i termocettori a livello delle bocca e dello stomaco suggerendo al cervello una sensazione di bruciore e calore che in realtà non si correla ad un effettivo aumento della temperatura, la stessa sensazione di bruciore si ha anche quando la capsaicina viene espulsa dal nostro organismo in quanto gli stessi termocettori sono presenti anche a livello anale.

Per quantificare la piccantezza dei peperoncini si utilizza la scala di Scoville, dal nome del chimico statunitense Wilbur Scoville. Il peperone dolce ha ad esempio zero unità Scoville, i jalapeños o peperoncini di Caienna vanno da 3,000 a 10,000 SU, mentre gli Habaneros arrivano a 600,000 unità Scoville. L’attuale record di piccantezza appartiene oggi allo Scorpione di Trinidad con 1.463.700. Se avessimo ingerito un peperoncino troppo piccante per i nostri gusti bere acqua sarebbe del tutto inutile a placare il bruciore, il modo migliore è bere latte o mangiare yogurt, la caseina contenuta nei latticini infatti è in grado di inglobare la capsaicina, rimuovendola dai recettori nervosi.

I peperoncini sono un ottima fonte di vitamina C [1] ed hanno un forte potere antiossidante, alcuni autori hanno evidenziato un aumento del metabolismo e una riduzione dell’insulina ematica dopo aver mangiato cibi conditi con peperoncini piccanti [2] [3] Il peperoncino ha inoltre dimostrato effetti di modulazione del dolore attraverso la sue interazione con i nocicettori [4] [5] purtroppo non esiste alcuna evidenza scientifica in merito alle sue presunte proprietà afrodisiache.

 

 

[1] ^ A calorie counter, acaloriecounter.com, basato su USDA food nutrition database. URL consultato il 17.04.2008.
[2] ^ Kiran D.K. Ahuja, Iain K. Robertson, Dominic P. Geraghty, Madeleine J. Ball, Effect of chili consumati inno postprandial glucose, insulin, and energy metabolism, American Journal of Clinical Nutrition 2006;84:63–9.
[3] ^ Teruo Kawada, Koh-Ichiro Hagihara, Kazuo Iwai, Effects of capsaicin in lipid metabolism in rats fed a High fat diet, American Journal of Nutrition Vol. 116 No. 7 luglio 1986, pp. 1272-1278.
[4] ^ Chrubasik J “Efficacy and safety of Capsicum preparations” in Chrubasik and Roufogalis (eds.) (2000) Herbal Medicinal Products for the Treatment of Pain. Lismore, Australia, Southern Cross University Press (2000).
[5]^ Roufogalis b, Dedov V “Capsaicin receptor mechanism and future trends for analgesics” in Chrubasik and Roufogalis (eds.) (2000)).

 

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