Il cibo e gli ormoni

Hormone

Gli ormoni sono composti chimici, prodotti da un tessuto o da una ghiandola, che viaggiano attraverso il sangue e altri fluidi per raggiungere le diverse zone del corpo. Arrivati a destinazione, istruiscono determinate cellule a produrre un altro composto chimico o a compiere una certa azione. Queste molecole possono essere di diversa natura: steroidea quindi lipidica, di natura peptidica oppure derivati da amminoacidi. I disturbi causati da una sovrapproduzione o da una carenza di un determinato ormone sono tantissimi, in quanto si viene a perdere quel finissimo meccanismo di omeostasi fisiologica.

Alcuni dei disturbi ormonali più diffusi interessano la tiroide, l’apparato riproduttore, il sistema nervoso, il pancreas e tanti altri. Anche se i componenti del cibo non sono prodotti nel corpo, possono causare reazioni specifiche da parte delle cellule: per questo gli alimenti possono essere considerati simili agli ormoni. Studi scientifici dimostrano quanto sia importante  l’influenza dell’alimentazione sull’assetto ormonale e quanto particolari alimenti influenzino il metabolismo. L’alimentazione infatti, se si mostra carente di quegli elementi fondamentali, specie nelle prime fasi di sviluppo embrionale, oppure in stati fisiologici delicati così come in periodi di stress, può favorire la comparsa di squilibri ormonali. Per ovviare a ciò, l’alimentazione deve essere preferibilmente volta a cibi naturali, di derivazione biologica e controllata, in particolare scegliere prodotti non importati, soprattutto limitare il consumo di carni che possono provenire da allevamenti trattati con ormoni, scegliere carne controllata e consumarla con moderazione, preferendo le carni bianche e soprattutto preferire le proteine vegetali, quali i legumi o anche derivati della soia.

Negli ultimi anni sono cresciute le percentuali di soggetti affetti da particolari squilibri ormonali, in correlazione con le abitudini alimentari e la localizzazione geografica. Per questo motivo sono aumentate le ricerche nel campo della contaminazione alimentare e si è visto che alimenti arricchiti di stimolanti, quali l’ormone della crescita, causano, nei soggetti che si nutrono di questi alimenti, un notevole aumento di problemi e disfunzioni ormonali, in primo luogo disfunzioni nella sfera sessuale. Pertanto è necessaria la massima attenzione nell’acquisto e nella scelta degli alimenti. L’ovaio policistico (PCOS) ad esempio, è una patologia di cui sono affette 1 donna su 10, le cui origini non sono molto definite, ma che provoca un’irregolarità nel ciclo mestruale, spesso causa infertilità e predisposizione a danni cardiovascolari. L’ovaio policistico è associato spesso ad iper insulinismo, una insulino resistenza e talvolta una ridotta tolleranza al glucosio. La frutta, la verdura, i cereali integrali, la limitazione degli zuccheri, una supplementazione di minerali quali lo zinco ed il manganese, sono alla base di un’alimentazione volta a far scendere il peso ponderale della paziente affetta da PCOS.

Anche nella menopausa il cibo gioca il suo ruolo fondamentale. La menopausa è un evento fisiologico che provoca una serie di mutamenti nella donna che riguardano gli aspetti trofici, metabolici, sessuali e psicologici, con una serie di manifestazioni che variano a seconda della persona e possono essere più o meno marcati. Alla menopausa si associano disturbi ormonali, che determinano modificazioni sia fisiche che endocrine. Molti studi di scienze della nutrizione hanno rivelato che, in età di premenopausa, l’introduzione di cibi contenenti fitoestrogeni determina un graduale compenso della progressiva diminuzione di estrogeni endogeni. Fonti alimentari ricche di questi composti sono la soia, i legumi, i cereali, le noci e, anche se in quantità minore, molti tipi di frutta e verdure. Gli isoflavoni, regolano naturalmente la produzione ormonale corporea, quindi risultano molto utili per le donne poiché garantiscono un corretto e regolare equilibrio ormonale. Uno studio clinico condotto per valutare l’effetto degli isoflavoni sul metabolismo osseo, ha confermato che gli isoflavoni sono in grado di ostacolare l’osteoporosi nella donna in menopausa.

Gli isoflavoni hanno dimostrato di inibire la crescita di cellule umane di cancro al seno e al polmone. Inoltre, un uso regolare delle proteine della soia può abbassare il colesterolo nel sangue e i livelli di trigliceridi dal 10% al 15%. L’apporto giornaliero ideale è stato stimato intorno ai 40-60 mg. Il raggiungimento di tale soglia è garantito dal semplice consumo di alimenti ricchi in fitoestrogeni, come la soia, i legumi in genere e gli alimenti integrali. Il consumo di questi alimenti, nel contesto di una dieta equilibrata, è l’arma migliore per prevenire le forme tumorali estrogeno-dipendenti.

Anche nell’uomo risulta essere molto influente l’azione del cibo sulla regolazione ormonale. Con l’avanzare dell’età, diminuisce la produzione di testosterone, ma in realtà l’influenza non è data solo dall’età anagrafica ma anche dalle modificazioni fisiologiche che ad essa si accompagnano e che potrebbero, attraverso una adeguata prevenzione, essere limitate o rallentate. In particolare, un pessimo stile di vita alimentare determina obesità, accompagnata dall’accumulo di cellule adipose. Quest’ultime, a loro volta, favoriscono la produzione dell’enzima aromatasi, che trasforma il testosterone in estrogeni; a sua volta la carenza di testosterone incrementa ancora di più l’accumulo adiposo. L’aromatasi viene inibita dall’azione dello zinco. Tra gli alimenti ricchi di zinco ricordiamo Il pesce, il latte, le uova e alcuni legumi. Inoltre l’assunzione di alcol, l’intossicazione da farmaci o da altre tossine, interferiscono con il metabolismo epatico, determinando l’impossibilità di metabolizzare gli estrogeni e quindi causandone l’accumulo in circolo con una conseguente competizione testosterone / estrogeni.

Quando si abbassano i livelli di testosterone aumentano quelli di estrogeni ma anche quelli del cortisolo, che ha effetti degenerativi sul sistema immunitario e nervoso.È quindi evidente quanto importante sia il ruolo svolto dall’alimentazione nella regolazione ormonale e quanto il buon cibo possa tenerci alla larga dallo sviluppo di eventuali patologie. L’idea del cibo che agisce come un cocktail di ormoni “stabilisce senz’altro una base per la ricerca futura”, commenta Marion Nestle, docente di nutrizione e salute pubblica alla New York University. “Nel frattempo, dal punto di vista pratico, le diete sane sono ancora quelle composte da molta verdura, cibo relativamente manipolato di tutti i generi e un apporto bilanciato di calorie.”

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