Allergia od intolleranza?

allergia o intolleranza?

Secondo la classificazione dell’EAACI (European Academy of Allegology and Clinical Immunology) tutte le reazioni avverse, di natura non tossica, ad un alimento dovrebbero essere considerate delle reazioni di ipersensibilità. REF 1
A seconda del meccanismo patogenetico coinvolto si possono distinguere:
-reazioni immuno-mediate, le allergie alimentari Ig-E mediate oppure quelle non Ig-E mediate;
-reazioni NON immuno-mediate, correlate ad un deficit enzimatico, reazioni farmacologiche o agli additivi alimentari.

ALLERGIA
L’allergia alimentare è una risposta anomala del sistema immunitario nei confronti di un alimento, in particolare alle proteine alimentari, definite allergeni; in tali condizioni si ha un aumento della produzione di specifici anticorpi, chiamati immunoglobuline- E (IgE).
Il legame tra gli anticorpi IgE e gli allergeni alimentari, innesca la risposta immunitaria.
L’allergia, viene anche definita iper-sensibilità di I tipo, in quanto le reazioni innescate possono coinvolgere diversi distretti corporei, dette sistemiche e i sintomi compaiono immediatamente dopo l’assunzione dell’alimento. REF 2

I sintomi principali sono:
– Prurito in bocca o gonfiore delle labbra e della lingua
– Ostruzione del respiro in gola e asma
– Prurito cutaneo, orticaria o eczema
– Sintomi gastrointestinali (nausea, vomito, diarrea, dolori o crampi addominali)
– Calo della pressione sanguigna
– Shock anafilattico

Principali allergeni:
– Latte vaccino
– Uova di gallina
– Noccioline
– Noci
– Semi di sesamo
– Kiwi
– Molluschi
– Crostacei
– Pesce
– Soya
– Arachidi
Le allergie si possono scatenare anche nei bambini, dove fortunatamente nell’80% dei casi tendono a scomparire entro il 3° anno d’età. REF 3

L’ITER DIAGNOSTICO da intraprendere in caso di sospettata un’allergia alimentare è il seguente:
-Visita allergologica presso uno specialista;
-Diagnosi con metodica suggerita dallo specialista (ne esistono di diverse tipologie).
Una volta stabilito con certezza l’alimento cui si è allergici, si procede alla terapia, basata sull’eliminazione “dell’alimento sospetto” dalla dieta. I sintomi dovrebbero scomparire e non ripresentarsi.
La scrupolosa eliminazione dell’alimento e dei suoi derivati deve essere tenendo anche conto delle possibili contaminazioni degli alimenti industrializzati, dichiarate sull’etichetta a norma di legge.
L’unione Europea (UE), ha attuato delle misure cautelative per proteggere le persone allergiche, obbligando i produttori a dichiarare tutti gli ingredienti presenti negli alimenti preconfezionati. REF 2
Gli alimenti potenzialmente allergenici, riconosciuti dall’Unione Europea, sono: soia, cereali contenenti glutine, sesamo, senape, sedano, arachidi e altra frutta a guscio, latte, uova, pesci, molluschi, crostacei, lupino e solfiti. REF 2

Con il decreto legislativo 1169/2011, entrato in vigore nel dicembre 2014, si obbliga di enfatizzare, sottolineare, evidenziare in etichetta gli allergeni dal resto degli ingredienti elencati, a prescindere dalla loro quantità, sia per i prodotti confezionati sia per i prodotti freschi. REF DGL 1169/2001
L’industria alimentare ha affrontato con particolare interesse le necessita alimentari dei consumatori allergici, non solo per quanto riguarda la corretta etichettatura dei prodotti alimentari, ma anche riducendo al minimo l’allergene nella contaminazione crociata tra alimenti. REF 4

INTOLLERANZA
Sono reazioni avverse al cibo che non coinvolgono meccanismi immunologici (noti invece per le allergie), i sintomi sono obbiettivi e riproducibili, non associate alla tossicità degli alimenti. REF 1

Le intolleranze possono essere suddivise in:
-deficit enzimatico o di carrier a livello intestinale (lattosio, sorbitolo e fruttosio)
-intolleranza al glutine (vedi report patologie: Celiachia)
-farmaci
-additivi alimentari
-favismo

L’intolleranza agli zuccheri (lattosio, sorbitolo e fruttosio) è legata ad un deficit enzimatico o dei trasportatori a livello intestinale; questa condizione determina il non assorbimento di tali zuccheri, richiamando acqua per effetto osmotico. A livello del colon vengono fermentati dal microbiota intestinale, con la produzione di acidi organici a corta catena, di gas di diversa natura ritenuti responsabili dei sintomi come: dolori addominali, diarrea e flatulenza. REF 5
L’intolleranza al lattosio è scatenata dalla perdita dell’enzima lattasi, che si verifica normalmente nell’infanzia, dopo lo svezzamento, come adattamento al nuovo regime alimentare. Tale enzima persiste solo in una frazione di individui di popolazioni europee per la presenza di una mutazione genica che si è instaurata durante l’evoluzione.
I sintomi di malassorbimento possono anche essere correlati alla bassa efficienza di trasportatori a livello intestinale come nel caso del sorbitolo e del fruttosio.
Il sorbitolo, presente in piccole quantità nella frutta; dosi elevate sono riscontrabili nei cibi industriali confezionati, in quanto tale zucchero viene adoperato come stabilizzante e dolcificante.
Il fruttosio è presente naturalmente nella frutta e nel miele. REF 5

BIBLIOGRAFIA
REF 1- Johansson SGO et al., “A revised nomenclature for allergy. An EAACI position statement from EAACI nomenclature task force”, Allergy 2001; 56:813-824;
REF 2- National institute of allergy and infection disease;
REF 3- Bock SA, Diagnostic Evaluation. Pediatrics 2003; 111:1638-1644.
REF 4- Sicherer SH, Eingenmann PE, Sampson HA. Food hypersensitivity and atopic dermatitits: Phatophysiology, epidemiology, diagnosis, and managment. IACI, 1999; 104:S114-22;
REF 5- Tomar BS, “Lactose intolerance and other disaccharidase deficiency”, Indian Journal Pediatric, 2014 Sep; 81(9):876-80.

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