Allergia al grano

allergia al grano

Nel mondo dell’agricoltura sono dominanti 3 tipi di cereali: grano, riso e mais; la maggior parte del grano prodotto è consumato dall’uomo, dopo la trasformazione in sottoprodotti come pane, pasta, couscous, bulgur, dolci e altri prodotti da forno. REF 3
Il frumento è composto da tre componenti principali: amido, fibre (polisaccaridi della parete cellulare) e proteine che rappresentano circa il 10-15% del peso secco. REF 3
Queste proteine sono responsabili, in soggetti sensibili, della sollecitazione del sistema immunitario con la produzione di anticorpi (Ig-E), in funzione della via di esposizione. REF 1; 2
L’ingestione di grano e farine possono indurre casi di allergia alimentare nell’infanzia, con una prevalenza circa pari all’1%. Nella sua forma estrema questa allergia può portare ad anafilassi. REF 1; 2; 3.

Si possono distinguere altre due manifestazioni di carattere allergico: l’asma o rinite da fornaio e l’anafilassi grano-dipendente indotta da esercizio fisico (WDEIDA). REF 1; 2
Nell’ asma e rinite da fornaio le reazioni allergiche sono successive all’inalazione di farina e di polveri, presenti nell’ambiente di lavoro, al momento della lavorazione di grano e di altri cereali. Tale fenomeno è noto fin dall’epoca romana. Ramazzini nel 1700 descrisse che gli schiavi costretti a manipolare farine, erano tenuti ad indossare mascherine. L’asma da fornaio è ormai riconosciuta come l’allergia respiratoria, più comune a livello professionale/occupazionale in molti paesi. REF 3
Il suo tasso di incidenza annuale è di 1-10 per 1000 lavoratori operanti nel settore della panificazione. REF 4
L’anafilassi cibo-dipendente indotta da esercizio fisico (FDEIA) è una forma allergica indotta dall’ingestione di un alimento causale e successivo all’esercizio fisico. Né il cibo né l’esercizio fisico da soli attivano/innescano la risposta allergica, è necessaria quindi la combinazione di entrambe le variabili.
Tuttavia, il grano è l’alimento più ampiamente associato all’anafilassi da esercizio fisico, si parla infatti di WDEIA (anafilassi grano-dipendente indotta da esercizio fisico). REF 3
I sintomi normalmente compaiono dopo 20-75 minuti dopo il consumo di prodotti a base di grano, spesso al momento della cessazione di attività fisica. REF 5

Nelle forme allergiche, i sintomi possono variare in base all’età e al tipo di allergia; si possono osservare gravi reazioni come l’anafilassi accompagnata da orticaria, dalla dermatite atopica, dalla rino-congiuntivite e da problemi gastro-intestinali. REF 2; 3
Nella WDEIDA le manifestazioni cliniche sono correlate alla quantità specifica di cibo assunto e dall’intensità dell’attività fisica svolta/intrapresa. In aggiunta, altri cofattori possono contribuire alla
gravità della reazione allergica come le condizioni generali del paziente (affaticamento, sonno, raffreddore, stress e ciclo mestruale), l’assunzione di farmaci (aspirina e FANS), di alcool ma anche le condizioni atmosferiche (ambienti caldi e freddi). REF 5
Nella pratica clinica, la diagnosi di allergia al frumento, risulta complicata rispetto ad altre allergie alimentari, perché si possono verificare reazioni ritardate, difficili da associare con l’effettiva assunzione di grano.

L’iter diagnostico normalmente intrapreso dai pazienti è il seguente:
– anamnesi del paziente da parte del medico specialista,
– scelta del test da utilizzare per affinare la diagnosi,
– misura di anticorpi IgE (IgE-ab) verso proteine del grano. REF 2
Un’ulteriore complicanza nella diagnosi è la cross-reattività delle farine di grano con le graminacee e/o con l’erba cipollina, appartenente alla Famiglia delle Poaceae. REF 1; 2
L’allergia al grano è nota per essere superata/risolta durante l’infanzia, anche se in alcuni casi, i livelli degli anticorpi IgE possono rimanere elevati. REF 2
Il trattamento più importante nell’asma da fornaio è evitare l’esposizione-contatto con gli allergeni; questo può essere attuabile cambiando lavoro, anche se tale opzione non è sempre accettabile per la maggior parte dei lavoratori oppure provvedendo al trasferimento, in luoghi di lavoro meno a rischio. Tale strategia ha dimostrato un miglioramento dei sintomi: rinorrea, starnuti, tosse e senso di costrizione toracica e asma. Tuttavia i dati attualmente disponibili sono insufficienti a dimostrare l’efficacia della riduzione di comorbidità legata alla rinite, anche dopo il trasferimento. REF 4

ALIMENTI DA EVITARE
-Pasta alimentare di qualsiasi genere
-Prodotti da forno di qualsiasi genere
-Pizza
-Crusca mista
-Impanature (anche a piatti pronti/surgelati es. cotolette, “sofficini”, ecc.)
-Prodotti dolciari (snack; torrone; budini; ecc.)
-Creme industriali (besciamelle, gelatine, ecc.)
-Alcune bevande ottenute da mosto fermentato di frumento (birra; gin; vodka; ecc.)
-Alcuni farmaci

BIBLIOGRAFIA
REF 1- Sander I et al., “Component-resolved diagnosis of baker’s allergy based on specific IgE to recombinant wheat flour proteins”, J Allergy Clin Immunol. 2015 Jan 7;
REF 2- Nilsson N et al., “Wheat allergy in children evaluated with challenge and IgE antibodies to wheat components”, Pediatr Allergy Immunol., 2015 Jan 19;
REF 3- A. S. Tatham et al., “Allergens in wheat and related cereals”, Clinical and Experimental Allergy, 2008, 38, 1712–1726;
REF 4- Kim MH et al., “The usefulness of job relocation and serum eosinophil cationic protein in baker’s asthma”, Int Arch Allergy Immunol., 2013; 161(3):252-7;
REF 5- Thalayasingam M et al., “Wheat-dependent exercise-induced anaphylaxis: a retrospective case review from a tertiary hospital”, Postgrad Med J., 2014 Sep; 90(1067):488-92.

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