ADDITIVI e CONSERVANTI ALIMENTARI

Additivi e conservanti alimentari

Gli additivi alimentari sono sostanze  aggiunte ai prodotti alimentari per svolgere determinate funzioni tecnologiche, ad esempio per colorare, dolcificare o conservare. Secondo l’ordinanza  del Ministero della Salute del 18 febbraio 2010 sulla Tutela del consumatore a tavola, è obbligatorio che l’eventuale presenza di allergeni e additivi venga segnalata sulle confezioni, in maniera chiara e inequivocabile. Le normative in materia di uso di additivi alimentari è particolarmente rigorosa e severa, disciplinata sia da leggi nazionali che comunitarie. Gli additivi alimentari vengono aggiunti ai prodotti nelle fasi di preparazione, imballaggio, trattamento, trasporto e/o immagazzinamento, e  conferiscono particolari proprietà: la loro utilità infatti è quella di garantire ai consumatori gusto, semplicità di preparazione, elevati standard di sicurezza, conservazione ed igiene, preservando le proprietà organolettiche e la qualità anche in presenza di oscillazioni di temperatura, batteri, contaminazioni con altri alimenti. Possono essere classificati in tre grandi categorie:
 
1.     additivi che aiutano a preservare la freschezza degli alimenti. Ad esempio, i conservanti che rallentano la crescita di microbi e gli antiossidanti che prevengono i fenomeni di irrancidimento.

2.     Additivi che migliorano le caratteristiche sensoriali degli alimenti: colorantiaddensantiemulsionantidolcificantiesaltatori di sapidità.

3.     Additivi tecnologici usati per facilitare la lavorazione degli alimenti ma che non hanno una specifica funzione nel prodotto finale.
 
Nell’Unione europea tutti gli additivi alimentari sono identificati da un numero preceduto dalla lettera E. Gli additivi alimentari vengono sempre menzionati nell’elenco di ingredienti degli alimenti in cui sono presenti. Le etichette dei prodotti devono riportare sia la funzione dell’additivo nell’alimento finito ad esempio, colorante, conservante sia la sostanza specifica usata, utilizzando il riferimento al relativo numero e/o alla sua denominazione ad esempio, E 415 o gomma di xantano. Gli additivi regolamentati dalle leggi sono  testati in laboratorio e il loro utilizzo è limitato a quantitativi sostenibili dal corpo umano. La valutazione si basa infatti su dati tossicologici e indagini condotte su esseri umani e animali, prevedendo margini di sicurezza, nell’ambito di un’assunzione di additivi potenzialmente quotidiana e prolungata per tutto l’arco della vita, senza rischi per la salute. Vengono sperimentati sui ratti per due anni in dosi crescenti e si stabilisce la dose massima senza effetti (DSE) in mg/kg di peso corporeo. La dose giornaliera accettabile (DSA) per l’uomo è calcolata come DSA=DSE/100.
 
conservanti possono essere antimicrobici (E200-E297); questi sono generalmente  sconsigliabili ed  alcuni anche pericolosi e cancerogeni. Gli antiossidanti (E300-E385) sono più accettabili, vanno dalla vitamina C al Butylated Hydroxy-anisole (E320-E321) che sono considerati cancerogeni. Gli emulsionanti e stabilizzanti (E400-E585), mantengono la consistenza degli ingredienti, impedendone la separazione. Sono frequentemente utilizzati in alimenti come creme, gelati, condimenti, maionese. Gli addensanti come la gelatina e la pectina, mantengono la viscosità degli alimenti e sono aggiunti a condimenti, latte e derivati. Gli edulcoranti sono additivi ad effetto dolcificante, tra cui i più utilizzati sono l’aspartame E591, la saccarina E954, il sorbitolo E420. Gli esaltatori di sapidità accentuano il gusto dei cibi e sono utilizzato in molti piatti orientali, nei condimenti, e negli alimenti più saporiti. Tra i più famosi si annovera il glutammato monosodico, E621. Esistono poi  altre categorie di additivi aggiunte agli alimenti sono i regolatori di acidità, gli antiagglomeranti, gli antischiuma, i gas di imballaggio. Gli additivi sicuramente da evitare sono: E407-E513 ( addensanti,emulsionanti); E210-E219 (conservanti derivati dall’acido benzoico); E200-E228 (conservanti quali anidride solforosa e derivati dell’acido solforoso che si trovano ad esempio nel vino); E230-E232 (conservanti difenili); E249-E252 (conservanti quali nitriti e nitrati che si trovano ad esempio negli insaccati).
 
Esistono però anche alimenti che per legge non contengono additivi: l’olio extravergine di oliva, lo zucchero, il miele, la pasta secca, il latte pastorizzato e lo yogurt naturale. Da quanto scritto si evince che una dieta ricca di alimenti confezionati non rappresenta di certo un toccasana per la nostra salute. Spesso infatti tali cibi presentano uno scarso valore nutritivo, dato che gran parte delle vitamine e dei preziosi sali minerali contenuti nelle materie prime impiegate per la loro produzione si perde all’interno dei processi di lavorazione, cottura e confezionamento, trasformandoli il più delle volte in alimenti carichi di calorie ma poveri di nutrienti benefici e ricchi di additivi e conservanti molto spesso dannosi per la salute umana soprattutto se utilizzati in maniera quantitativa per lunghi periodi di tempo.

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